Acido Nitrico

HNO3

Nome IUPAC: acido triossonitrico (V)
Nomi alternativi: nitrato di idrogeno; acqua forte.
Numero CAS: 7697-37-2

Acido forte inorganico, liquido incolore (avente densità 1,52 g/cm3 a 25 °C), velenoso e fortemente caustico; il contatto con la pelle produce gravi ustioni e macchie di colorazione giallastra poiché reagisce con alcune proteine, come la tirosina, formando un acido xantoproteico di colore giallo; i vapori sono estremamente pericolosi. In natura è presente nelle piogge acide. L'acido nitrico in soluzione acquosa è quasi completamente scisso nei suoi ioni H+ e NO-3. È un forte ossidante e scioglie tutti i metalli eccetto il platino, l'iridio, il rodio, il tantalio e il titanio, formando i rispettivi sali, nitrati, e liberando ossidi di azoto (in alcuni casi, es. alluminio, ferro o nichel, determina la formazione di una sottile pellicola di ossido che impedisce l'ulteriore ossidazione ed espleta funzioni protettive); attacca le sostanze organiche, spesso con formazione di nitroderivati.
In passato era chiamato acquaforte e veniva prodotto dagli alchimisti a partire dal nitro o dal salnitro per azione dell'acido solforico; attualmente, tutto l'acido nitrico viene preparato tramite ossidazione catalitica dell'ammoniaca.

Produzione

L'acido nitrico è prodotto industrialmente tramite il processo Ostwald - ossidazione catalitica dell'ammoniaca a monossido di azoto, L'ossido di azoto viene ulteriormente ossidato a biossido d'azoto (o ipoazotide) che viene a sua volta fatto reagire con acqua per dare una soluzione acquosa di acido nitrico. Per far avvenire con rese soddisfacenti la reazione è necessario utilizzare appositi catalizzatori. Il catalizzatore è costituito da una lega di platino al 5 – 10 % di rodio.
L'acido nitrico si ottiene in concentrazioni massime di circa il 62%.

Principali forme di utilizzo

Viene largamente impiegato nella produzione di fertilizzanti azotati, nella preparazione di nitrocomposti (cioè composti che contengono il gruppo NO o il gruppo NO2) e di composti intermedi per coloranti. Altri usi si registrano in metallurgia, nella fabbricazione dell'acido fosforico, nella fotoincisione e nella produzione di fertilizzanti per l'agricoltura.